Se c’è qualcuno che credeva che il giorno 23 Febbraio 2011, potesse essere ricordato, nella misera storia politica di questo paese, per la cacciata di un Assessore, si sbaglia di grosso.

Questo giorno sarà ricordato, invece, per il primo annuncio ufficiale di una politica che fa  della cosa pubblica una specie di affare privato.

Quel che resta di questa Amministrazione, infatti, appena dopo aver cacciato via l’Assessore Soviero, zitta zitta si riunisce in Giunta e Delibera il progetto preliminare per la “riqualificazione del Campo Sportivo di Via Monte”.

Fin qui, niente di strano, direte voi.

Ma leggendo bene le “premesse” e le “considerazioni” contenute nella Delibera, ad un certo punto si trova scritto:

 “l’Amministrazione Comunale è intenzionata a procedere all’alienazione della Palestra di Via Monte”.

 Alienare, in una sola parola, significa VENDERE.

Se non ci credete, guardate la delibera n.33/2011 che trovate al link: http://www.comune.striano.na.it/?q=node/242. Il titolo è “Intervento riqualificazione e manutenzione del campo sportivo comunale”.

E dentro c’è la sorpresa.

Ma chi siete voi per vendere un’opera pubblica?

Ma non fu il Sindaco, in campagna elettorale e poi appena eletto, a dire che aveva in mente un progetto per la palestra di via Monte?

 A questo punto, il dubbio è: a chi dei vostri amici dovete vendere e per farne cosa?

 In questo paese, per questa amministrazione, pensare di investire sui ragazzi che praticano pallavolo, basket, o qualunque altro sport, o nessuno, è una bestemmia.

Pensare al futuro delle persone, quelle vere, invece di pensare a far cassa, per coprire errori e orrori commessi, è per questa gente di Giunta come parlare arabo.

Certo, è più importante (s)vendere la palestra.

Ed è ancora più importante annunciarlo in una delibera di giunta, sotto sotto, come fosse una scatola di cioccolatini.

Oggi tocca alla Palestra di Via Monte, domani ai 100 alloggi della ex 219, poi alla Scuola Elementare di Piazza D’Anna?

Non lo permetteremo. Con tutte le forze che abbiamo. Aspettatevi le barricate.

E, intanto, cominciate a vergognarvi.



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